Quando le mani pensano.

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sartoria 3

Bello.

Per quanto mi riguarda vado molto fiera dell’appellativo sarta.

Capita di sovente, però, che rispondendo alla classica domanda: – Cosa fai?- e dopo la mia risposta: -La sarta-, io veda sguardi perplessi, come a dire: ma dai, fai molto di più.. La stilista per esempio. Come se il termine sarta non comprendesse già tutto o comunque non fosse sufficiente a delineare un posto di tutto riguardo nell’ambito della moda.

E’ un fatto che la maison Dior abbia invitato gli studenti a visitare gli atelier dove sono all’opera i sarti, e non gli uffici stile. Come a dire che l’eccellenza si crea in atelier, con il filo e il ditale..

Io amo gli strumenti di sartoria di un amore tardivo e per questo motivo ancora più profondo. Ho scoperto dopo qualche anno dai miei esordi quanto mi piacesse tagliare e cucire e quanta parte del processo creativo passasse attraverso i gesti del fare. Oggi so che le mie idee migliori non nascono sulla carta, ma ‘facendo’.

Per come la penso io, anche i giornalisti che si occupano di moda dovrebbero avere appreso almeno le nozioni basilari della sartoria. Si è mai visto un giornalista che si occupi di politica che non conosca il funzionamento del parlamento?  Almeno si eviterebbero un bel po’ di strafalcioni sulle descrizioni di tagli e tessuti.

Rimango dell’idea che qualche buona scuola di sartoria in più sarebbe assolutamente necessaria, magari al posto di varie ed inutili scuole di design, che vendono l’illusione che chiunque possa diventare uno stilista, pur non avendo alcuna nozione di sartoria. Eppure quell’antico detto impara l’arte e mettila da parte mi sembra più attuale che mai.

Cucire diventerà mai di moda? Voglio dire, succederà mai che i trend-setter scopriranno quanta bellezza passa da quei gesti e da quella concentrazione? Che la macchina per cucire produce un suono e non un rumore? (Marras se n’è accorto..).

4 pensieri riguardo “Quando le mani pensano.

  1. Cara Adriana, hai perfettamente ragione! Io ho iniziato a lavorare presso una sarta, durante le vacanze estive, quando ero un’adolescente, il che mi è servito quando mi sono iscritta all’istituto professionale, poi conseguito il diploma di disegnatrice e stilista di moda, infine la laurea in lettere con indirizzo artistico. Se non avessi fatto questo percorso, mai mi sarei inventata di diventare giornalista di moda. Purtroppo pochi la pensano come noi, o meglio, scrivono di tessuti (che magari non hanno mai toccato) e di tagli a sproposito, ignorando quanto sia incredibilmente bello creare un capo con le proprie mani!
    Giovanna

      1. Visionaria? Tutt’altro, e sono felice che la pensiamo allo stesso modo, purtroppo i sacrifici e la gavetta, non sempre sono contemplati dalle nuove generazioni! Alla prossima! Giovanna

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