Dal surrealismo in caduta libera verso il realismo.

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Brutto.

Schiaparelli haute couture primavera estate 2016.

Imbarazzante.

Suzy Menkes plaude a questa inversione di rotta verso un realismo a suo dire molto contemporaneo. Io parlerei di realismo, si, ma di stampo sovietico. Perlomeno a giudicare dal risultato estetico. E non è un complimento, almeno per me.

Cibo alle folle, temi terra-terra (è proprio il caso di dirlo, mancano giusto le zolle di terra, le radici ci sono già).

Accostamenti cromatici poco donanti, decorazioni appiccicate un po’ qua e un po’ là.

Riferimenti storici banalizzati: ve la ricordate l’aragosta di Dalì sull’abito di Wallis Simpson? Cosa ci fa ora su quel corpino, svuotata di qualsiasi valenza di feticcio erotico?

Inguardabili persino trucco e parrucco, e si che stiamo parlando di alta moda..

Ci sono abiti poi, che sembrano realizzati da chi è avvezzo, nel migliore dei casi, a drappeggiare tessuti sulla bambola, tanto lontana appare la sapienza modellistica. E pensare che Bertrand Guyon vanta 7 anni da Valentino e ben 11 da Christian Lacroix!  Resto perplessa, mi chiedo quale sia il senso di perdurare in un settore tanto esclusivo se non quello di esserci e basta.

E’ questa l’innovazione, la straordinarietà di uno stilista che ama ripetere: “The very essence of couture is about creating the extraordinary out of ordinary”  ?

 

 

 

 

 

16 pensieri riguardo “Dal surrealismo in caduta libera verso il realismo.

  1. Sarà talmente fuori dall’ordinario che non ce ne accorgiamo? Davvero sono brutti, mamma. E poi questo trucco/parrucco senza sapore? Bah.

  2. Riferimenti storici banali? Mi permetto di dissentire in quanto Schiaparelli, avendo collaborato con Dalì, ha spesso riportato la sua arte (e quella di altri celebri artisti) sulle sue creazioni -vedi il telefono con la cornetta-, con molta ironia ma al contempo con una straordinaria diligenza sartoriale.
    Accostamenti cromatici poco donanti?…..Dove scusate? Immagino e spero che vi stiate riferendo alla seconda foto, in quanto è l’unica cromaticamente contestabile, anche se lo scrivo quasi con vergogna perchè la moda non è un lavoro di accostamenti “perfetti” agli occhi della società, che a suo dire, senza un minimo di fantasia, darebbe fuoco ad un rosso accostato ad un rosa… Bensì è l’insieme delle idee più originali, disparate e fuori dall ‘ORDINARIO possibili.
    Il trucco e il parrucco richiamano al solito un tema, che può essere contestato solamente ad una sfilata di acconciature e make-up.
    I drappeggi, vorrei tanto farli io così su una bambola, lo stesso per le decorazioni…dopo aver cucito un abito del genere, sarei immensamente onorata di “appiccicarle qua e là” .

      1. Sì, immagino che non fossero riferiti alla grandissima stilista che è stata la Schiaparelli, anche perchè appunto, ora dovrebbe essere contestato l’insieme di persone che lavorano per il marchio rilevato tempo fa, non lei di certo. Quindi chiarissimo, senza nessun rancore.
        Il mio personalissimo parere è derivato dalle critiche lette verso i capi della collezione 2016, in quanto, come già detto, penso che la moda sia arte, e non penso che se Dalì avesse voluto creare un’opera con tutti i colori esistenti al mondo, qualcuno avrebbe avuto da ridire per i vari accostamenti. Vorrei di conseguenza mandare -e se potessi lo sottolineerei- un pacifico messaggio su cui riflettere: la moda è arte, e in quanto tale deve essere trattata per apprezzarne al meglio tutte le sfacettature.

      2. Comprendo allora le critiche rivolte nell’articolo, ma mi rammarico per il punto di vista in merito all’argomento moda-arte. Spero che un giorno ti possa ricredere in merito per apprezzare al meglio tutto ciò che può far parte della Moda.
        De Gustibus, naturalmente.

      3. Come citato:” Solo gli stolti non cambiano idea”.
        Il tempo spesso preclude la possibilità di imparare, ma mai lo impedisce.

      4. Io credo che tu debba considerare che ciò che ho commentato sono effettivamente opinioni ed al massimo consigli.
        In ultimo, data la poca cortesia ricambiata, ti consiglio di seguire ciò che professi, e di accettare opinioni altrui con grande serenità. La cordialità non è un mestiere, ma va allo stesso modo imparata.

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