Visionari (l’albero delle scarpe).

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Bello?

Nella mia vita mi è capitato di fare incontri imprevisti con gli abiti. Come quella volta che, ferma in macchina al semaforo, mi sono imbattuta in un lampione che vestiva un abito plissettato bianco stile Marilyn. Era una mattina di inverno, grigia e noiosa; quell’abito, messo lì a svolazzare nel freddo di una anonima strada trafficata, mi è rimasto impresso come il più puro dei non-sense.

Lo stesso stupore ho provato imbattendomi nel parco, mentre correvo, in questo albero delle scarpe. Mio figlio, che era con me, lo ha subito ribattezzato “l’albero della Befana”, il che ha un senso, vista l’abitudine della signora di andarsene in giro con scarpe rotte.

Anche in questo caso l’incontro è avvenuto in una fredda mattina di inverno: può essere che il clima giochi un ruolo fondamentale, così come può essere che i folletti degli abiti agiscano proprio quando la natura è povera di ispirazioni.

Forse tutto questo ha un senso che io non conosco, molto meno magico e suggestivo di quanto mi appaia.  Però mi piace pensare che ci siano angeli apparentemente disordinati, che lasciano in giro pezzi del loro abbigliamento come segnali, per rassicurarci:  che loro esistono.

Una piccola favola nel bosco d’inverno.

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Bello?

Si dice spesso che la moda è sogno. Potrebbe essere anche favola?  Mi è tornata in mente questa storia che avevo dedicato a mio figlio, per avvicinarlo al lavoro che faccio, ma anche per accarezzare ancora una volta la parte di me bambina.  Si inizia giocando con le bambole, poi giochiamo a travestirci e infine proviamo a immaginare storie che possano essere indossate da altre persone.

Per non dimenticare quanta parte di gioco e leggerezza ci sia (ancora) in questo mestiere.  Lontano dai palcoscenici, dagli articoli un po’ spocchiosi e  dalla pazza folla.

 

(*) Tutte le foto sono di Stefania Bonatelli.

Little monsters.

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Bello.

Caroline Bosmans si chiama questa visionaria belga. Come altro potrei descriverla?

La sua biografia parla da sola: madre di 4 figli, diplomata in una scuola di moda, lavora come terapista nella cura di problematiche psichiatriche.  Ecco da dove escono i suoi mostri e le sue creature fantastiche,

Non deve aver avuto alcun dubbio nella scelta di dedicarsi al mondo dell’infanzia, si intuisce immediatamente quanto sia in sintonia con l’immaginario dei bambini, comprese le paure.  I mostri che escono dalla sua fantasia sono un po’ dark, un po’ splatter, molto poetici. Piccoli, terribili guerrieri contro ogni male.  Sono mostri anche asessuati, perché questa è un’altra delle magie che Caroline mette in atto: il genere non è un confine, né un limite, ognuno può essere quello che desidera..

I miei figli andrebbero matti per questi abiti-corazza-bozzolo.