La sincerità è un vestito bianco.

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Bello?

La sincerità è come un vestito bianco, immacolato. Difficile da mantenere, scomodo perlopiù, perchè non puoi distrarti un attimo.  Ogni minima macchia o alone rovina tutto l’insieme.

Non puoi -non devi- vantartene: la sincerità è come la beneficenza, si fa e non si dice.

Non vale passare la vita indossando vestiti o camicie bianche, sostituendoli prontamente quando si macchiano. Non vale perchè quell’abito deve essere uno e uno soltanto. Un po’ sgualcito magari, non più immacolato, perchè siamo umani, si sa, ma ancora presentabile.

Decente, insomma.

Ricordandosi che su un vestito bianco le macchie non vanno più via del tutto.

Black monday.

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Brutto.

Se c’è un colore che può sommergere tutto senza lasciare traccia, quello è il nero. Ho vissuto un altro 5 Dicembre, molti anni fa, anche lui di lunedì, nero come la pece, ma per ben altri motivi.

Deve esserci un nesso tra eventi e situazioni che si ripetono conservando un dettaglio così preciso come una data.  Presterò maggiore attenzione a queste coincidenze. Per ora mi riprometto di lasciare al nero tutto lo spazio che merita, anche se non gradisco così tanto la sua presenza.  Il nero sarà la sentinella messa a sorvegliare un avamposto, la possibilità di scampare a un pericolo. Sarà l’allarme acuto nella notte buia.

 

Sometimes green is my happy color.

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Charles James, 1957.

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Behinda Dolic.

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Andrew Gn, 2014.

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Paris fashion week.

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Adriana Delfino, 2016.

Bello.

Amo il verde di un amore profondo e inossidabile. Non un colpo di fulmine, ma una predilezione che dura da sempre, segnata da brevi distacchi, mai significativi.

Lo considero un colore per sempre, non legato al cambio delle stagioni, indipendente dalle mode, più vicino al temperamento di tanti altri colori. Il mio, in effetti, è un temperamento verde. Nulla a che fare con il fattore ecologico, o forse anche quello, ma molto altro ancora.

Quando dico un temperamento verde, penso al colore degli smeraldi, a quella luce profonda e lussureggiante, niente di scontato: non la luce pura ma fredda del diamante, nemmeno quella troppo sanguigna del rubino.

Il verde è per me il colore delle passioni mediate dall’intelletto, un equilibrio strano e perfetto. Come quella linea, forse immaginata o forse davvero percepibile, che divide l’orizzonte all’alba e al tramonto, visibile per qualche istante soltanto, il raggio verde.

Imprevedibile, il verde, mistico e tangibile. Non per tutti.

A beautiful white shirt.

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1930

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1940

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1950

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1960

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1970

Bello.

Una camicia bianca: è tutto ciò di cui avete sempre bisogno.

Sarete eleganti, minimalisti, lussuosi, essenziali, infinitamente chic, femminili e maschili. Sarete semplici e ricercati, invisibili e unici allo stesso tempo.

Non vi servirà niente altro a parte la vostra faccia.

Every bag is a little piece of world.

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Bello.

Ho avuto il piacere di chiacchierare con Benedetta Bruzziches e pur essendo al telefono, ho visto chiaramente il suo sorriso. Lo stesso sorriso che si può facilmente intuire guardando le sue borse.

La sua è una storia che potrebbe essere raccontata in un libro di favole. Lo immagino così, con le illustrazioni coloratissime e le sue borse che si aprono e ti trasportano in un luogo dove tutto è possibile. Persino di incontrare a un certo punto Elsa Schiaparelli, a cui quelle borse, sono quasi certa, sarebbero piaciute davvero.

Due parole mi svolazzano per la testa, se penso al suo stile: ironia, poesia.

Strano, perché l’ironia è di solito associata ad un atteggiamento cerebrale, distaccato, anche pungente. Strano, perché l’ironia di Benedetta è invece tutta giocosa, persino un po’ infantile.

E allora mi ricordo di quella lezione fondamentale di Italo Calvino, quella sulla leggerezza. Bisognerebbe rileggerla ogni tanto, per ricordarsi che non c’è nulla di più profondo di ciò che riesce a conquistare la superficie delle cose dopo averne compreso la complessità.

Sensible colors.

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Christian Dior, 1948 –pink

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Paul Poiret, about 1915 –yellow

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Meadham Kirchoff, 2012 –pastel

Bello.

Al V&A di Londra mi hanno incantato soprattutto i colori e il loro variare nel tempo.

C’è sicuramente un motivo per cui mi sono soffermata su questi tre particolari: tre tempi, tre atmosfere, tre stili, tre sentimenti cromatici.