Free like a bird.

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Bello.

Dell’ultima collezione di Fendi per l’autunno inverno 2015-16, disegnata dall’eterno Karl Lagerfeld, si possono apprezzare la coerenza nel tempo, la chiarezza del concetto, la pulizia tecnica, immagino anche la vestibilità (almeno così mi sembra).

Tutte cose non geniali, si dirà, ma in ogni caso che contano.

Ma il particolare che ha attratto la mia attenzione, e non poco, è quel punto di arancio, sottolineato dalle sterlizie che spuntavano dalle borse. Non è il mio fiore preferito, quindi non è questo il motivo.

Il vero motivo sono le parole di Lagerfeld per spiegare questa scelta:

“To be free in a dangerous world”.

Improvvisamente ho capito il senso dell’intera collezione e ora per me quel colore ha assunto un significato nuovo, così come la forma di quel fiore, che assomiglia tanto ad un uccello dalle piume colorate con colori aggressivi.

Questo è il lato della moda che mi fa sognare.

Quella (quasi) insostenibile leggerezza di Fendi.

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Bello.

Ci si può stupire che un marchio che è riuscito a coniugare pelliccia e leggerezza, faccia il minimo sforzo a rilanciare con organze e similari?

Nella collezione PE2014 si respira un’aria zen e non solo per via delle lavorazioni-origami o delle strutture architettoniche filo-moderniste.  C’è calma nella palette di colori: scarichi, ma non slavati.

Nessun proclama, solo abiti che fanno bene il loro mestiere.  Questo non significa essere superficiali o distratti; forse un po realisti si.  Niente di male, in fondo.

La moda non è arte, ma può essere bellezza.