La scatola vuota.

A Détacher 1 A Détacher 2 A Détacher 3

Brutto.

Nonostante i proclami di Anna Wintour e i suoi  inossidabili tentativi di portare la settimana della moda newyorkese ai livelli di quelle europee, i risultati -a parte qualche rara eccezione- appaiono alquanto scarsi.

Ne è la dimostrazione proprio l’ultima fashion week, poverissima di idee e avara persino di glamour.  Almeno così mi appare.

Un esempio lampante è questa collezione di A Détacher, con outfit che gridano vendetta dalla testa ai piedi, a cominciare da quelle cofane inguardabili.

Eppure su http://www.vogue.it le definizioni positive si sprecano, eccone alcuni stralci:  “..estetica intellettuale..”,  “..fascino intrigante..”,  “..naturale eclettismo della stilista che suggerisce un glamour eccentrico e velato”.  E che dire di  “A Détacher lancia una sfida alla tradizionale percezione di cosa è attraente e femminile” ?

Nella moda sembra sempre più che parole e definizioni siano diventate un brusio di sottofondo a cui nessuno fa più caso. Apprezzamenti distribuiti a pioggia per non scontentare nessuno, per non rischiare nulla.  A parte una pessima figura.

Eternity.

wintour

Brutto?

L’avevo già annoverata nella schiera degli Highlanders e ora più che mai lei ne fa parte. Anna Wintour si è conquistata il biglietto per l’eternità: il Costume Institute del Metropolitan Museum of Art della città di New York diventa Anna Wintour Costume Center.

Quanto costa il biglietto per l’eternità?  125 milioni di dollari.

Questa è la cifra che la Wintour ha portato nelle casse del museo in questi anni.  Mica male..

Come ci è riuscita?  Con mostre di grande richiamo mediatico, con una oculata gestione della sua immagine e dei suoi contatti.

Certo suona strano che una persona ancora in vita dia il suo nome a una istituzione (non porterà sfiga?). Un po’ come farsi fare il monumento prima di essere passati a miglior vita. Di solito non si fa e a dire il vero sembra anche leggermente nouveaux riches.

Ma sono sicura che a lei si perdonerà tutto: le mostre piene di glamour e carenti di significato, il piglio dittatoriale, le uscite poco felici nei confronti della moda italiana (a parte Miuccia, sia chiaro), la maleducazione mascherata da status.

Ma la moda è anche questo: rimaneggiamenti, visioni parziali. Grandi e deliziose bugie.