La boite à musique.

viktor &rolf 1

viktor &rolf 2

Bello?

Questa tornata di sfilate dell’haute couture parigina sembra volgersi continuamente verso le due grandi couturier rientrate ufficialmente, dopo lungo oblio, nel novero delle importanti maison. Se da Margiela aleggiava lo spirito di Schiaparelli, da Viktor & Rolf non si fa fatica a riconoscere un tributo (più o meno cosciente o voluto) a Vionnet.  Le danzatrici professioniste dell’Het National Ballet di Amsterdam portano in scena le ballerine statiche dei carillon, che ricordano solo vagamente  quella Isadora Duncan scarmigliata e lunare che rivoluzionava la danza, proprio nello scorcio di ‘900 in cui Madeleine Vionnet, la grande innovatrice della moda, metteva mano alla liberazione del tessuto utilizzandolo in sbieco.

Il duo di stilisti ci aveva abituati a sfilate decisamente più barocche. Qui la decorazione è addirittura solo disegnata, come superflua su un total-cipria. Giusto un ricordo.  Conta la luce, la posa assente, ma molto studiata.  Forse è un ripensamento su anni fin troppo carichi di lustrini e strati di tessuto.

Se così fosse non sarebbe un male. Quello che mi lascia qualche dubbio è l’accostamento a Vanessa Beecroft, che qualcuno ha azzardato.  Un’artista fin troppo in odore di moda..

E poi quel quadro finale, con lo sfondo del cartellone pubblicitario dell’ultimo profumo. Mon Dieu! Dopo tanta sofferta raffinatezza, che caduta di stile.