Un altro buco nell’acqua.

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Brutto.

Ennesima operazione di rivitalizzazione del marchio Louis Vuitton; questa volta a infondere ossigeno sono stati chiamati Christian Louboutin, Cindy Sherman, Frank Gehry, Karl Lagerfeld, Marc Newson e Rei Kawakubo.

Si è inteso così non escludere alcun settore della cultura che fa tendenza: design, architettura, arte e moda naturalmente. Tanto per non farsi mancare nulla, tanto per pescare a piene mani nel calderone della cosiddetta coolness.

Persino l’inossidabile e concettuale Kawakubo si è fatta assoldare in un’operazione che stride con il suo curriculum come il gesso sulla lavagna.  Immagino che il compenso valesse tanto sforzo, se di sforzo si può parlare, visto il risultato: una borsa con i buchi.

A questo punto possiamo ben dire che le borse di Vuitton fanno acqua da tutte le parti.

Karl Lagerfeld per Chanel: ne resterà solo uno..

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Bello?

Collezione Chanel SS2014.  Il vero, unico Highlander è lui: Karl Lagerfeld. E da vero eternauta può permettersi di citare la sua opera all’infinito, tanto illimitate sono le sue possibilità di variazioni sul tema. Non teme il deja vu, è immune dalla noia di se stesso; è un po come la regina Elisabetta II, nessuno si aspetta che cambi.

Detta così sembrerebbe una condanna, magari per qualcuno lo sarebbe. Ma non per lui: der Kaiser.  Lagerfeld non sembra neanche più molto umano: non suda, non mangia, non invecchia.. E’ progettato per disegnare abiti.

Ques’ultima collezione non aggiunge nulla, giusto qualche citazione (Courrèges per esempio).  Qualche garbato scivolone, come quegli abiti/Pantone decisamente bruttini, e la storia continua..