La storia infinita.

iris van herpen

Il video:

http://www.refinery29.com/2016/07/115869/iris-van-herpen-fw16-visionaire-video

 

Bello.

Iris Van Herpen dimostra come il futuro è fatto ancora di mani che si muovono, pensano e creano. E che senza quelle mani, tutta questa magia di visione, tecnica e inventiva non sarebbe possibile.

Moda in 3D.

iris van herpen 2015 1 iris van herpen 2015 2 iris van herpen 2015 3

Bello.

Ho già scritto in termini positivi di Iris van Herpen, perché penso che sia un esempio di quanto sia possibile ancora rinnovare nella moda, nonostante molti dicano che tutto sia già stato inventato.

Questa sua ultima collezione, a mio avviso, non è delle sue migliori, a parte alcuni outfit, come quelli che ho postato. Peccato, perché il tema di quella nuvola fittamente plissettata poteva essere sviluppato ampiamente, così come l’utilizzo dei materiali realizzati con stampanti 3D.  Intuisco una certa carenza dal punto di vista sartoriale.

In ogni caso è una collezione abbastanza coraggiosa in un panorama statico o perlopiù rivolto al passato.

Abiti come incontri del terzo tipo.

iris van herpen voltage 2

iris van herpen voltage 1

Iris-van-Herpen-Voltage-Haute-Couture-600x420

Bello.

Neri Oxman è una scienziata/architetto israeliana definita uno dei 20 talenti che cambieranno il mondo.

Neri ha progettato stampanti in 3D che lavorano riproducendo l’effetto della pelle umana, che è sempre la stessa ma ha caratteristiche differenti in base alla zona in cui è situata. Così le sue stampanti mescolano più sostanze acriliche e le depositano a densità variabile, permettendo in questo modo di ottenere superfici continue ma con caratteristiche fisiche diverse.

Con questa tecnologia sono stati già realizzati oggetti di design, tra cui anche abiti.  Iris van Herpen è la stilista che per prima ha sperimentato le possibilità di queste stampanti per la sua linea di haute couture Voltage. Chi se non lei, che combina magicamente le tecniche di alto artigianato con le tecnologie futuristiche?

La stilista olandese spiega che la sua ricerca ha molto a che fare con il movimento e con la bellezza. Due termini imprescindibili quando si parla di abiti, ma non così scontati, a ben vedere: ci sono abiti fatti per essere guardati, ma scomodissimi da indossare, così come ci sono abiti sicuramente comodi, ma indubbiamente brutti.

La riuscita degli abiti di Iris van Herpen credo debba molto alla  coesistenza di due visioni e competenze differenti ma complementari. D’altronde è la stessa Oxman che ammette: la forma estetica nel mio lavoro non conta nulla.

Le possibilità della tecnologia sperimentata con queste stampanti sono ancora tutte da esplorare e aprono scenari affascinanti per la moda. Già si prova a realizzare strutture che imitano la tessitura dei bachi da seta: abiti come bozzoli che si adattano al corpo.

Come al solito è bello notare che la tecnologia imita la natura e che la natura ha praticamente già inventato tutto.