Please, plissè!

balmain vs krizia

Balmain

zuhair murad

Zuhair Murad

valentino plissè

Valentino

viktor and rolf

Viktor & Rolf

jean paul gaultier

Jean Paul Gaultier

givenchy

Givenchy

alexandre vauthier

Alexandre Vauthier

 

Bello?

Haute couture primavera/estate 2019 (quando Balmain e Viktor&Rolf mi fanno rimpiangere Krizia).

Faccio un giro nell’alta moda e ritorno.

ovs

Brutto.

La capsule disegnata da Jean Paul Gaultier per OVS rappresenta l’ennesimo, insulso esempio di quel lusso democratico che ancora ci viene propinato come la manna dal cielo per tutti i “vorrei ma non posso”.

Gaultier, tra l’altro, sembrava essersi allontanato decisamente da queste chimere, quando aveva annunciato di volersi dedicare solo più all’alta moda e alla profumeria. Basta con il pret-à-porter, insomma, molto meglio convogliare le proprie forze in un settore più elitario, ma anche più creativo.

Ma si sa che le chimere tornano a farsi sentire e sventolano sotto il naso strumenti molto persuasivi.. L’alta moda sarà pure entusiasmante, ma vuoi mettere il ritorno mediatico di una catena low cost (oltre a tutti gli altri benefit)?

Ho fatto un giro all’OVS della mia città sabato scorso, così per curiosità. Giornata di shopping, con fila ai camerini di prova. Un intero reparto tutto apparecchiato per la collezione di Gaultier con cassa dedicata e commesse pronte a soddisfare ogni curiosità. Peccato che non ci fosse quasi nessuno in quel reparto. Solo in quello.

 

Après moi le déluge..

jean paul gaultier

Bello?

Jean Paul Gaultier non ci sta più.

Ritmi troppo incalzanti, business che strangola la creatività.. Questa, che sarà presentata il 27 Settembre a Parigi, sarà la sua ultima collezione di pret-à-porter, l’ultima dopo 38 anni.  Monsieur Gaultier -che ha ormai smesso i panni di enfant terrible per ragioni anagrafiche- si dedicherà solo all’alta moda, agli accessori e ai profumi.

Che sia un segnale? Il pret-à-porter è morto?  Lo si diceva anche dell’alta moda e non ci hanno preso affatto..  Certo è innegabile che sempre più prende piede questa nuova commistione tra i due comparti, che è stata giustamente (e incoerentemente) chiamata pret-à-couture.  Ma mi chiedo se abbiano ancora senso i costi del pret-à-porter quando la grande distribuzione smercia collezioni copiate in tempo reale e a costi nettamente inferiori. E vogliamo parlare della qualità? E’ il pronto moda che ha alzato i propri standard o è il pret-à-porter che ha abbassato i suoi per tentare di realizzare l’algoritmo perfetto che permetta di sostenere i costi ingenti del baraccone (pubblicità, sfilate, distribuzione, ecc.) e mantenere un margine di guadagno?

In ogni caso Gaultier deve aver fatto bene i suoi conti, e con lui il gruppo che lo sostiene, altrimenti non si spiega.

Se la barca affonda, lui non ci sarà.  Oppure passerà per quello coerente che decide di fare solo ciò che gli piace di più.

Tanto lo sappiamo tutti che a far cassa oggi sono prevalentemente gli accessori e i profumi..