Un’estate bianca.

andrea de santis

Bello.

Ieri sera sono andata al parco vicino casa per assistere allo spettacolo affascinante dell’eclissi di luna.

Guardavo la luna vestita di un velo rosso/bruno che poi lentamente si è tolta di dosso svelandosi luminosissima. Sotto di lei, a destra si vedeva benissimo Marte, simile a una stella fissa, suo fedele accompagnatore.

Guardavo tutto questo incantata (perchè c’è qualcosa di profondamente misterioso nelle leggi che governano la natura) e pensavo a come descrivere questa estate 2018 che è ormai all’apice.

Un’estate calma come un respiro lungo (un respiro di sollievo? Quasi). Una tregua probabilmente, una di quelle isole pacifiche che ci invitano a tornare, almeno col pensiero.

Un’estate di abiti bianchi.

Qualcosa di luminoso e rinfrancante.

Buona estate, allora!

 

(Illustrazione: Andrea De Santis)

Spider Dress.

annouk wipprecht 1 annouk wipprecht 2

Bello?

E’ una designer di Vienna e si chiama Anouk Wipprecht e fa parte di quel gruppo di creatori di moda che utilizzano la tecnologia alla ricerca di nuove strade.  Sperimentando, mischiando competenze, utilizzando metodi e materiali lontani da quelli classici.

I suoi sono abiti robotici, dotati cioè di sensori che interagiscono non solo con chi li indossa, ma anche con l’ambiente circostante e quindi, in situazioni di pericolo, assumono posizioni di difesa e di attacco.

Sono abiti realizzati con stampanti in 3D di ultima generazione, ispirati alla morfologia dei  ragni. I sensori (20 in tutto) si basano sul ritmo del respiro e sul livello di stress di chi li indossa, in modo che in situazioni particolari, gli arti meccanici che li compongono, si raggomitolano o si estendono, imitando appunto i movimenti dei ragni.

Sconsigliati per coloro che soffrissero di fobia per questi insetti, effettivamente sono abiti che mostrano un aspetto ben poco rassicurante e quei lunghi artigli si immaginano anche piuttosto pericolosi.  In realtà, sono abiti in grado anche di mostrare un atteggiamento rassicurante, in condizioni pacifiche, con movimenti lenti che “invitano” al contatto.

Per ora si tratta di prototipi, ma non faccio fatica ad immaginare un loro utilizzo in un prossimo futuro. Chissà che non possano rendere più sicura la vita delle donne..