Magico pizzo.

ca. 1951 --- Original caption: Woman modeling black lace dress with pink sash copied from Balenciaga, with hat and gloves. --- Image by © Condé Nast Archive/Corbis

balenciaga pizzo 2

Bello.

Vale la pena in questa estate caldissima fare un salto a Calais (Francia) per gustarsi una mostra che unisce la tradizione cittadina per il pizzo con il genio di Cristobal Balenciaga, che lo usò costantemente, tenendo fede alle sue origini ispaniche.

Balenciaga – La magicien de la dentelle, questo il titolo della mostra visitabile fino al 31 agosto. Di mostre sul geniale couturier non ce ne saranno mai abbastanza, ma questa mi affascina soprattutto per la scelta del tema.

E mi accorgo solo adesso che quasi tutti gli abiti che ho acquistato da tre mesi a questa parte sono in pizzo. A dire il vero, adoro da sempre questo materiale; così sensuale e al contempo austero in nero, mentre coloratissimo può diventare addirittura visionario.

La forma del tempo nuovo.

0039-1929

0040-1929

Bello.

Ho amato da sempre questo abito, è di Madeleine Vionnet, datato 1929, l’anno del crollo della borsa di Wall Street. Un anno cruciale, in cui la povertà di lusso di Chanel cominciò ad andare stretta. Coloro che, nonostante la crisi, continuavano ad essere ricchi, non desideravano mettere in piazza la loro fortuna (da veri puritani), d’altronde non volevano nemmeno apparire come quelli che la ricchezza l’avevano repentinamente perduta.

La moda aveva bisogno di cambiare ancora. Chanel cercò un compromesso arricchendo i suoi abiti con cascate di gioielli falsi o veri, mischiati, così da confondere le idee.  Vionnet non era fatta per i compromessi, cercò, come al solito, il suo punto di vista più autentico.

Questo abito, secondo me, ne è la prova: semplicemente lussuoso. Ma è un lusso nuovo, non c’è nulla che luccica, c’è una cognizione del corpo che è prepotentemente dinamica e allo stesso tempo sensuale.

Significa che il rapporto corpo-movimento-bellezza è compiuto.