Affari di costume: flop star alla ribalta.

Selasi e Cracco

Brutto.

L’altra sera mi è capitato di guardare un pezzo di Le invasioni barbariche su la7 Tv. Premetto che è un programma che trovo fintamente divertente e fintamente interessante, ma l’occhio mi è caduto su di un siparietto che mi ha dato da pensare..  Erano ospiti due dei giudici rappresentativi dei talent di seconda generazione, quelli che persino i fintamente intellettuali non si vergognano di guardare: Masterchef e Masterpiece.  Per chi non li conoscesse: sono i talent che non si occupano più di cercare talenti nel mondo dello spettacolo tradizionale, bensì in ambiti culturali meno scontati. In questo caso la cucina e l’editoria.

Taiye Selasi e Carlo Cracco, i due belli dei rispettivi talent sono stati fatti incontrare da una compiacente Daria Bignardi e.. inaspettatamente si sono annullati a vicenda.

Selasi, bellissima e conturbante con i pezzi di guardaroba adatti al personaggio di pantera d’Africa: panta-collant lucidi, giacchino rosso fuoco e tacchi d’ordinanza, Cracco con il capello selvaggio e la giacca portata con noncuranza sulla t-shirt.  Entrambi terribilmente consapevoli del proprio ruolo di tombeur, talmente consapevoli da risultare caricaturali e incapaci di emettere frasi sensate.

Quello che mi ha dato da pensare è come la televisione abbia appreso il linguaggio di altri media in fatto di velocità, tanto è breve la distanza tra la creazione e la distruzione di un personaggio. Se ne era accorto proprio poco tempo fa un altro giurato di un altro talent di successo, Morgan, che durante un concerto si era buttato sul pubblico sperando di essere accolto da braccia adoranti, mentre ad accoglierlo aveva trovato solo il vuoto di quelli che si erano scansati (Another one bites the dust).

Ecco cosa fa la televisione a chi di troppo video si nutre: perdita di credibilità e figura da piacione. Il ‘celebre’ sguardo di Cracco era annebbiato dalla fisicità della collega, mentre la Selasi faticava ad assumere pose da scrittrice impegnata sottoposta a quei raggi X.

C’era di che sorridere, probabilmente uno dei pezzetti più disarmanti di questa televisione.

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