Non si vive di solo marketing.

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Brutto.

Non è stato molto fortunato Lagerfeld con la scelta del tema di questa ultima sfilata per Chanel (primavera/estate 2016).  O forse si, visto che per molti vige il detto “..Purchè se ne parli”.

D’altra parte doveva aspettarselo, considerando la sua propensione negli ultimi tempi a prendere come ispirazione luoghi così affollati di varia umanità. Dopo il corteo e il supermarket ora è la volta dell’aeroporto. Luogo considerato solitamente ad alto tasso di glamour, se non fosse per le ultime immagini rimbalzate su tutti i telegiornali, di quei dirigenti di Air France con addosso vestiti stracciati o addirittura a torso nudo dopo la furia degli annunciati licenziamenti.

Ed è interessante osservare questa costante in entrambi gli scenari, così diversi per evidenti motivi, ma che pongono l’attenzione comunque sui vestiti.

Forse toccherebbe anche a coloro che guidano la carrozza, come Lagerfeld, di fare qualche piccola riflessione. Se davvero la moda racconta il quotidiano, e non ho dubbi che lo faccia, allora che lo racconti con maggiore onestà e lungimiranza. Forse anche solo con una briciola di coraggio, l’eterno assente.

Un aeroporto o un corteo come quelli visti da Chanel fanno francamente sorridere perché assomigliano tanto a quegli scenari in cui veniva calata la Barbie un po’ di anni fa. Vi ricordate la Barbie con il camper, la Barbie con la piscina..?

Giocattoli che nemmeno le bambine vogliono più, refrattarie ormai a quei concentrati di zucchero e plastica. Invece noi, donne di questo tempo confuso e complesso, dovremmo farci catturare dall’attualità di un gate affollato di fashion-addicted.

Se davvero il marketing e tutte le strategie di vendita e di presenza sui social diventano il cuore e il motore di un marchio, allora significa che la moda ha smesso di raccontare la nostra storia.

Ma qualcuno li ha poi guardati i vestiti?

4 pensieri riguardo “Non si vive di solo marketing.

  1. Vabbé ma Karl sono anni che raschia il fondo del barile (per me il non plus ultra è stato la chanel rodeo di Dallas).

    D’altra parte cara Adriana, lo sai tu lo so io: purtroppo oggi la superficialità funziona. Specie se avvolta in un bel packaging.
    (sadness)

  2. Si punta sul sensazionalismo sulla novità delloscenario…ma se i vestiti sono così così non ci sarà scenario nè spettacolo che vale. Le contraddizioni del mondo della moda. Ho appena pubblicato qualcosa sulle contraddizioni di questo mondo, appunto. Se ti va dai un’occhiata : )

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