Quando Sanremo era Sanremo.

claudia coll 1

claudia coll 2

Bello.

Era il 1995 e Claudia Koll insieme ad Anna Falchi e Pippo Baudo presentava Sanremo. A vestirla era Gianni Versace, lui in persona. Ed era evidente.

Quasi venti anni fa, prima che lo stilista fosse ucciso, prima che la Koll decidesse di lasciare il mondo dello show biz per dedicarsi a cose di ben altro livello e utilità.

Quanta vita e quanta moda è passata da allora, eppure quegli abiti, tanto criticati in quel momento, rimangono esempio di vera creatività. Attuali ancora oggi e modernissimi allora, tanto da non essere apprezzati come succede a tutto ciò che è davvero moderno.

E non è un caso che qualche museo della moda abbia deciso di esporli.

9 pensieri riguardo “Quando Sanremo era Sanremo.

    1. Io invece di solito lo guardo. E’ comunque un fatto di costume, mi interessa guardare come cambia lo stile, evoluzioni e involuzioni. Ieri sera, ad esempio, vedere un cantante che si scattava un selfie mentre era sul palco mi ha fatto capire molte cose.. 🙂

  1. a proposito di abiti di sanremo, che non seguo… metterei uno dei tuoi “brutto” agli abiti della Casta… se quello era un esempio di haute couture siamo messi maluccio… personalmente il gusto lasciava a desiderare (ma ognuno ha il suo), ma la cosa più grave erano la ciccietta che fuoriusciva e le pieghette un po’ ovunque…

    1. Dai Giorgio, la Casta con le sue forme o come la chiami tu ‘ciccietta’, resta sempre una donna bellissima. Gli abiti non erano il massimo, è vero, ma sinceramente io ho notato di più la luce che lei emanava (e dire che non sono un uomo!). Poi, perché non guardi Sanremo? Io lo guardo tutti gli anni, pur annoiandomi o contestandolo. Resta comunque un fatto di costume interessante.

  2. bellissima lo è, eccome. ed in più non è una “secca-secca”. resta il fatto spiacevole di un corpetto che non accompagna il corpo (per quanto possibile), ma lo stringe a tal punto da far uscire “l’eccesso”.
    se non ricordo male tu sei decisamente contraria alle “gabbie”… e quello mi sembrava proprio un oggetto costrittivo (nello specifico neanche granché)
    e se non guardo sanremo (tranne evidentemente gli estratti “salienti”) è solo perché non ho la televisione. sono d’accordo che sia un fatto di costume… infatti poi mi vado a vedere cosa ha detto crozza, o come si è presentata la littizzetto… o il balletto della casta. ma tutto insieme (per tutti i giorni) non credo ce la farei lo stesso…

    1. Hai ragione, non amo i corsetti: per me restano il simbolo di una seduzione scontata. La Casta avrebbe potuto scegliere qualsiasi abito e di certo non avrebbe sfigurato, visto i doni che madre natura le ha elargito.. Ma evidentemente le andava di giocare alla pin-up. Che poi quello sia un ruolo anche un po’ scosciato e che ben si addice anche a qualche rotolino fuor di corsetto, questo mi sembra evidente 🙂 (Altrimenti come si spiega la canzone della ‘banana’??)

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