Vittime illustri – II

yamamoto

Brutto.

Che Yohij Yamamoto fosse un uomo travagliato (seppure un grande maestro), si era capito da un pezzo.  Ma una delle sue ultime interviste mi ha comunque dato ancora da pensare..

L’ha rilasciata a Berlino, in occasione della mostra con sfilata Cutting Edge in cui ha presentato 36 dei suoi look, direttamente dall’archivio personale.

Nell’intervista parla spesso di sua madre, non in termini favolosi.. (la signora, ultra-novantenne è ancora in vita oltretutto).  Una madre vedova, che, a quanto pare, deve averlo condizionato pesantemente:

Sono una grande vittima delle donne. Sono stato controllato dalle femme fatales per oltre 60 anni. E lo sono tutt’ora.   Amo le donne, ma nello stesso tempo le odio.  Voglio vendicarmi.  la ragione per cui ho continuato a lavorare finora è la vendetta.

Parole pesanti, che fanno pensare a una provocazione. Ma nei confronti di chi? Di una madre con cui ancora (?) fatica a fare i conti? Di un mercato che sente sempre più distante e incomprensibile? E’ un peccato che un esteta del silenzio quale lui è stato (o è ancora) stenti a ritrovare questa dimensione.

 

                                                                                                                                      

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