Spider Dress.

annouk wipprecht 1 annouk wipprecht 2

Bello?

E’ una designer di Vienna e si chiama Anouk Wipprecht e fa parte di quel gruppo di creatori di moda che utilizzano la tecnologia alla ricerca di nuove strade.  Sperimentando, mischiando competenze, utilizzando metodi e materiali lontani da quelli classici.

I suoi sono abiti robotici, dotati cioè di sensori che interagiscono non solo con chi li indossa, ma anche con l’ambiente circostante e quindi, in situazioni di pericolo, assumono posizioni di difesa e di attacco.

Sono abiti realizzati con stampanti in 3D di ultima generazione, ispirati alla morfologia dei  ragni. I sensori (20 in tutto) si basano sul ritmo del respiro e sul livello di stress di chi li indossa, in modo che in situazioni particolari, gli arti meccanici che li compongono, si raggomitolano o si estendono, imitando appunto i movimenti dei ragni.

Sconsigliati per coloro che soffrissero di fobia per questi insetti, effettivamente sono abiti che mostrano un aspetto ben poco rassicurante e quei lunghi artigli si immaginano anche piuttosto pericolosi.  In realtà, sono abiti in grado anche di mostrare un atteggiamento rassicurante, in condizioni pacifiche, con movimenti lenti che “invitano” al contatto.

Per ora si tratta di prototipi, ma non faccio fatica ad immaginare un loro utilizzo in un prossimo futuro. Chissà che non possano rendere più sicura la vita delle donne..

Il paradiso può attendere?

MoMu(Olivier Theyskens per Rochas)

Bello.

Conosco persone che non amano affatto le piume, nutrono anzi una vera e propria fobia per tutto ciò che è piumato. Io, al contrario, ne sono letteralmente affascinata, sarei tentata quasi di collezionarle e non mi stanco di inserirle, di quando in quando, negli oggetti che creo.

Dal 20 Marzo si è aperta al MoMu Fashion Museum di Anversa la mostra Birds of Paradise che celebra appunto la presenza di questo elemento nella moda a partire dai fasti della Belle Époque fino ad oggi.

Una incantevole ossessione si direbbe, spesso addirittura fonte di vere e proprie visioni che si realizzano in abiti e accessori spettacolari. Perché le piume, con le loro infinite sfumature, l’aerea inconsistenza e il rimando a una dimensione altra, che non è quella terrena, scatenano una fantasia che trova il suo habitat naturale prevalentemente nell’haute couture.

L’istinto mi direbbe di correre a guardare la mostra, guardatevi il video e ditemi se non capita anche a voi: