Highlanders con riserva.

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Brutto?

Nell’ultima campagna pubblicitaria di Versace compare Lady Gaga, che dopo Madonna rinsalda la liaison tra la casa di moda e il versante glam/pop della musica, oltre che la predilezione per stars dalle origini italiche.

Quello che mi stupisce però, è la scelta lampante di clonare il personaggio a immagine e somiglianza della direttrice creativa.  Ho immaginato che Donatella Versace ambirebbe, pure lei, a far parte della schiera degli Highlander, tanto da rendere immortale la sua immagine anche attraverso tutto ciò che tocca, testimonial comprese.

E avrebbe potuto esserlo, a buona ragione, se non fosse che il suo viso si è andato deteriorando molto in fretta, troppo per poter far parte dell’ambito gruppo.  A dimostrazione del fatto (se ancora fosse necessario dimostrarlo) che non tutto si può comprare.

Karl Lagerfeld per Chanel: ne resterà solo uno..

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Bello?

Collezione Chanel SS2014.  Il vero, unico Highlander è lui: Karl Lagerfeld. E da vero eternauta può permettersi di citare la sua opera all’infinito, tanto illimitate sono le sue possibilità di variazioni sul tema. Non teme il deja vu, è immune dalla noia di se stesso; è un po come la regina Elisabetta II, nessuno si aspetta che cambi.

Detta così sembrerebbe una condanna, magari per qualcuno lo sarebbe. Ma non per lui: der Kaiser.  Lagerfeld non sembra neanche più molto umano: non suda, non mangia, non invecchia.. E’ progettato per disegnare abiti.

Ques’ultima collezione non aggiunge nulla, giusto qualche citazione (Courrèges per esempio).  Qualche garbato scivolone, come quegli abiti/Pantone decisamente bruttini, e la storia continua..