Il difetto è la virtù (?)

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Brutto.

Vetements, collezione autunno inverno 2016/17.

Ora capisco perché questo marchio è stata tra i primi a votarsi alla moda pronta.

Non c’è dubbio che l’attenzione per la vestibilità e la modellistica accurata non siano tra le massime preoccupazioni del gruppo. E questo certo facilita, e non poco, il processo produttivo. Oltretutto anche il concetto di taglia sembra essere abbastanza vago. Un altro punto in favore del see now buy now.

Tutti motivi per sveltire il lavoro. Sarà questa la soluzione?

Free like a bird.

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Bello.

Dell’ultima collezione di Fendi per l’autunno inverno 2015-16, disegnata dall’eterno Karl Lagerfeld, si possono apprezzare la coerenza nel tempo, la chiarezza del concetto, la pulizia tecnica, immagino anche la vestibilità (almeno così mi sembra).

Tutte cose non geniali, si dirà, ma in ogni caso che contano.

Ma il particolare che ha attratto la mia attenzione, e non poco, è quel punto di arancio, sottolineato dalle sterlizie che spuntavano dalle borse. Non è il mio fiore preferito, quindi non è questo il motivo.

Il vero motivo sono le parole di Lagerfeld per spiegare questa scelta:

“To be free in a dangerous world”.

Improvvisamente ho capito il senso dell’intera collezione e ora per me quel colore ha assunto un significato nuovo, così come la forma di quel fiore, che assomiglia tanto ad un uccello dalle piume colorate con colori aggressivi.

Questo è il lato della moda che mi fa sognare.

Layuhl – Il giardino incantato.

DSquareD2 2013-®SBonatelli-322                                                                                                 ph. Stefania Bonatelli

DSquareD2 2013-®SBonatelli-306                                                                                                 ph. Stefania Bonatelli

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Bello.

La seconda ragione per cui sono andata a Milano è la presentazione della collezione PE 2014 di Layuhl Jang.   Avevo detto solo qualche post indietro che non avrei mai scritto di amici e conoscenti. Ma siccome non esiste regola che non ammetta almeno un’eccezione, eccomi a scrivere della mia amica Layuhl from Seul.  Non potevo davvero trattenermi, la sua piccola (solo in termini di numeri) collezione mi ha toccato il cuore perché è come lei: aerea, poetica e composta.  Piena di minimi dettagli preziosi che rivelano un pensiero sottile.  Tutti i capi sono realizzati con magnifiche sete italiane e rifiniti con precisione.  Layuhl vive a Milano da alcuni anni ed ha già esperienze importanti alle spalle, non ultima la partecipazione a MUUSE per Vogue Talents Young Vision Award 2013.

Insomma un nome da tenere d’occhio.  Per quelli che non badano solo ai fuochi fatui, perché negli abiti di Layuhl c’è una leggerezza che si coniuga bene anche con vestibilità e vendibilità, caratteristiche importanti.  Io e lei ci siamo lasciate con l’augurio di rivederci presto. Io mi auguro di sentire presto anche parlare di lei, perché so che non mi sbaglio.