My birthday diary.

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bday 1

Bello.

Ho imparato, soprattutto di recente, che i momenti felici vanno vissuti intensamente perchè rimangono per sempre. Sono come piccolissime isole che possiamo visitare ogni volta che ne sentiamo il bisogno.

Questo è stato il giorno del mio compleanno e lo conserverò con cura, insieme a tutti gli altri: il mio atollo personale e pefetto.

Piove. Vestiti, usciamo.

poiret

Bello.

Il cielo è scuro e la luce che entra dalle finestre è così scarsa da attutire ogni colore.  Cade pioggia ormai da due giorni ed è impegnativo scovare l’energia per vestirsi e affrontare la città.

Ma domani è il mio compleanno e avrò voglia di mangiare cibo speziato. Ho cercato il miglior ristorante indiano della città e prenotato. Mi servirà qualcosa da indossare per scacciare i malumori del maltempo.  Cerco qualche suggestione e mi viene incontro Paul Poiret, con i suoi colori come “robusti lupi gettati nell’ovile”.

Non potrei mai permettermi questo abito, nemmeno se sapessi dove trovarlo, ma mi fa bene vedere un esempio di ciò che vorrei.  Non copierò quest’abito: non è accettabile accontentarsi di una copia. Sceglierò qualcosa che me lo ricordi per associazione di idee e non per aspetto.  Non riempirò il mio armadio con un altro abito: ho fatto un patto con me stessa.

Un abito può contenere un buon proposito, un’idea. Può essere un amore platonico.

Carbone a volontà.

flower

Bello.

Le chiamano befane, streghe o puttane.
Loro non sono definibili, nemmeno un po’: nessuno è un’etichetta.

Ma le signore vi ricambiano allegramente e travestendosi da brutte vi regalano carbone mentre scorazzano per il cielo come centauri.
Gli avevano dato una scopa per spazzare e tacere e loro ne hanno fatto un cavallo, un tappeto magico.

W le befane.

Againstfashion 2018

armadio pieno di vestiti

Brutto.

-Fashion è quello che compri, lo stile è ciò che indossi- 

-Fashion is what you buy, style is what you wear –

I nostri armadi sono pieni di abiti comprati perchè:

costavano poco,

dicevano che dovevamo averli,

avevamo fretta,

ci hanno consigliato male,

li avevano tutti,

eravamo depressi,

volevamo sentirci diversi,

ci siamo illusi che ci stessero bene,

ci sembravano indispensabili,

comprare è diventato un hobby.

Abiti che non indossiamo, semplicemente perchè non ci somigliano. Abiti inutili.

Piccolo proposito per i prossimi 12 mesi: comprare meno, comprare solo abiti e cose che siamo sicuri di usare spesso.

 

Il gusto per il disgusto.

 

 

Bello/Brutto?

Non c’è niente di più ciclico che il bello/brutto. E’ dimostrato che anche in questo nessuno ha inventato nulla a dispetto di tutto quel gran parlare, scrivere, argomentare che attualmente riempie conferenze, saggi e pagine di riviste.

Il gusto personale o collettivo (se esiste) è in equilibrio instabile tra questi due estremi, ed è ciò che rende più interessante la questione, ammettiamolo.  Se tutto fosse bello e sensato diventerebbe inevitabilmente piatto e mortalmente noioso.

E poichè siamo nella fase del brutto, facciamocene una ragione.